lunedì 19 ottobre 2015

SERATA DI SOLIDARIETA'

Casa del popolo Trieste

L'INTERROGATORIO 
di Susan Abulhawa, drammatizzazione di Barbara Sinicco e Giulia Binali
V. sotto testo tradotto in italiano

TU, NEMICO DEL SOLE di SAMIH AL-QASIM 
traduzione a cura di TAHAR LAMRI 
V. testo più sotto

Sulle demolizioni: link al documento


TRADUZIONE DELL'INTERROGATORIO DI SUSAN ABULHAWA AVVENUTO IL 29 LUGLIO SUL PONTE DI ALLENBY

Ho atteso piu' di 7 ore ed ho subito 6 interrogatori. 
Quello che segue e' la conversazione (scritta basandomi su quanto ricordo) che mi ha impedito di entrare nella mia patria causa una mia presunta mancata cooperazione. 
Il dialogo si e' svolto con una donna estremamente spiacevole, in uniforme, capelli rossi, trucco molto pesante (per qualche ragione il fatto e' rilevante). Faccio presente che tutte le informazioni erano gia' state ottenute nel corso dei precedenti interrogatori.

Lei: Perche' è qui?
Io : Per visitare gli amici, i familiari e per prendere parte all'inaugurazione di alcuni campo giochi per bambini.
Lei: Dove si trovano i suoi familiari?
Io : A Gerusalemme.
Lei: Qual è il grado di parentela?
Io : Cugino
Lei: (Chiaramente seccata con me) Niente zie? Zii?
Io : No
Lei: Dove stara' a Gerusalemme
Io : Da mia cugino.
Lei: Come si chiama?
Io : (le fornisco il nome)
Lei: Altri cugini
Io : Vuole i nomi di tutti i miei cugini?
Lei: Si
Io : Ce ne sono a centinaia. E' una grande famiglia. Non capisco  cosa mi sta chiedendo
Lei: (Batte con la mano sul tavolo) Da chi stara'?
Io : Da mio cugino Adel e le ho appena dato il suo nome e numero di telefono, a lei come a tutti gli altri che me l'hanno chiesto prima di lei.
Lei: (Adesso molto arrabbiata) Le domande le faccio io.
Io : .....
Lei: (Batte la mano un'altra volta sul tavolo) Chi altro abita con suo cugino?
Io : La moglie ed i figli
Lei: Come si chiamano?
Io : (momento di panico, sono incredula, mi preparo a dirle i nomi)
Lei: Perche' non risponde alle mie domande?
Io : Sto rispondendo a tutte le sue domande
Lei: Non sta rispondendo come voglio io
Io : Non posso leggerle nel pensiero e non mi interessa quello che vuole. Le sto rispondendo alle domande.
Lei: Non le interessa? Ok. Esca. Le faccio vedere io.

A questo punto chiama Stephanie e le fa un sacco di domande su di me. 
Un'ora piu' tardi lei ed un'altra soldatessa mi chiamano e mi fanno sapere che mi negano il permesso di entrare per mancata disponibilita' a cooperare. 
A quel punto non ci ho visto piu'. Ho cominciato ad urlare. Mi hanno minacciata. Io gli ho detto chiaramente che non mi facevano paura. Stranamente era vero. Normalmente avrei avuto paura. Ho fatto una scena. Grande. A stento riuscivo a capire la sensazione incontrollabile che provavo. Hanno chiamato tre soldati che sono rimasti li'  fermi a fissare la scena. Ho continuato ad urlare. Ho detto che erano loro quelli che se ne dovevano tornare indietro. Ho chiesto loro se non fosse gia' abbastanza il fatto che dovessimo entrare nella nostra propria terra come turisti e subire le loro umiliazioni e i loro giochini di potere. Tutto dentro di me stava tremando ma non credo si sia visto. Non ho idea di come io sia apparsa agli occhi degli altri. 
Pazza? Folle? Coraggiosa? Disperata? 
Ad un certo punto pero' mi sono resa conto che non sapevano più che pesci pigliare, si aspettavano che me ne sarei andata in silenzio ed invece stavo facendo molto rumore. La verita' e' che volevo piangere e basta. Un qualcosa di disperato mi saliva dallo stomaco. 
Ci danno tante ragioni per piangere. Sempre. Tutto il tempo. 
Percio' ho continuato ad urlargli contro.  
Ladri! Occupatori! Così li ho chiamati. 
Vorreste avere le stesse mie radici profonde! Ho strillato. 
Siete voi quelli che se ne dovrebbero andare non io! 
Io sono figlia di questa terra!


Poi mi hanno portata dove si trovava il mio bagaglio e mi hanno messo sull'autobus. Adesso mi dispiace di non essermi fatta trascinare invece di camminare.

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TU, NEMICO DEL SOLE di SAMIH AL-QASIM

traduzione a cura di TAHAR LAMRI

Perderò, forse, il mio reddito
come tu lo desideri
sarò costretto a vendere i miei vestiti e il materasso farò, forse, lo spaccapietre
il facchino o lo zappino di strada;
forse sarò anche costretto a cercare nel letame
il resto di qualche grano da mangiare
o forse morirò nudo e affamato.
Ciò malgrado non mi rassegnerò mai a te
O nemico del sole!
Ma resisterò fino all’ultima goccia
di sangue nelle mie vene.

Mi potresti rubare l’ultimo palmo della mia Terra; dare la mia giovinezza in pasto alle prigioni privarmi dell’eredità di mio nonno:
degli arredamenti, degli utensili casalinghi

e dei recipienti.
Potresti dare al fuoco
le mie poesie e i miei libri
e dare ai cani la mia carne.
Potresti rimanere un incubo
sul cuore del nostro villaggio
O nemico del sole!
Ciò malgrado, non mi rassegnerò mai a te e, fino all’ultima goccia
di sangue nelle mie vene
Resisterò!...

Potresti spegnermi la luce che illumina la notte e privarmi di un bacio di mia madre
insultare il mio popolo e mio padre
qualche vigliacco di voi sarebbe capace di falsificare pure la mia storia

Privare i figli miei di un abito di festa saresti capace di ingannare
con mille maschere i miei amici crocifiggere i miei giorni

O nemico del sole!
Ciò malgrado, non mi rassegnerò mai a te
e, fino all’ultima goccia di sangue nelle mie vene Resisterò!...

O nemico del sole!
Nel porto vedo ornamenti
e segni di gioia
sento voci allegre
che infuocano d’allegria le gole e nell’orizzonte vedo una vela che sfida il vento e le onde superando con fiducia i pericoli

E’ il ritorno di Ulisse
dal mare dello smarrimento.
E’ il ritorno del sole
E dell’uomo esiliato!...
Per gli occhi di lui e della amata terra
giuro di non rassegnarmi mai a te
e fino all’ultima goccia di sangue nelle vene, Resisterò,
Resisterò,
Resisterò!...




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